Scout Ovada1 ... on air

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Scout Ovada1… on air

ElenaSe chiedessimo: “Qual è la prima cosa della vita scout che ti viene in mente?” ci sentiremmo rispondere: “La vita all’aria aperta”. Proprio questa dimensione educativa e aggregativa è stata compromessa dalla necessaria quarantena, per ripararci dal Co-vid 19. Baden Powel, il fondatore dello scoutismo, diceva che bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo. Per aiutare i nostri lupetti (8-11 anni) a sentirsi parte della famiglia scout anche se costretti a casa, e improvvisamente soli, abbiamo creato un gruppo Whatsapp, dove raccontarci. Non bastano i messaggi per sentire viva una presenza, così abbiamo inviato dei video per invitare i ragazzi a raccontarci qualcosa della loro esperienza con un disegno. Non abbiamo fatto mancare i racconti delle avventure di Mowgli o canti per la buona notte. I bambini hanno condiviso le merende preparate da loro. Così ci abbiamo preso gusto invitandoli a giocare insieme, riconoscendo dei suoni, con esercizi fisici, con danze e lavoretti, condividendo una loro passione, per continuare a fare “del nostro meglio!” (Luigi)

I reparti Orba e Stura hanno saputo sviluppare in questi mesi nuove modalità di lavoro che potessero aiutare i ragazzi (12-16 anni) a lavorare a distanza sugli obiettivi prefissati all’inizio dell’anno. I due gruppi, che contano 69 persone, hanno inizialmente intrapreso la stessa strada, focalizzandosi su un confronto importante con i ragazzi del 4° anno, che forma il consiglio capi. Insieme ai capi reparto, infatti, si sono delineati i percorsi da organizzare insieme, ognuno con il proprio gruppo.

attivit covidIn seguito ogni reparto ha strutturato le proprie attività: il reparto ORBA ha costruito un'impresa (una attività, in gergo scout) di espressione, partendo da una realizzazione di video di squadriglia, che inviati con strumenti tecnologici agli altri  avrebbero preso dei punteggi in una sorta di gara. I video sono stati divertenti, seri e basati sulla musica e il lavoro è stato davvero interessante!

Il Reparto STURA, invece, ha creato un gruppo whatsapp sul quale, al Sabato, dalle 14,30 alle 16,30, i ragazzi potevano condividere pensieri e raccontare le proprie specialità. E’ stato un lavoro arricchente! Ogni singolo è riuscito a fare emergere un proprio talento e il seguito è stato ottimo! (Fabrizio)

Dall’’inizio della quarantena, abbiamo visto i ragazzi (17-21 anni) tutte le domeniche alla sera e si sono svolti regolarmente i capitoli. In Noviziato è stato lanciato il Punto della Strada, in Clan abbiamo continuato a contattare i ragazzi e chiacchierato con loro. I ragazzi del Clan hanno attivato una raccolta fondi con la quale abbiamo potuto comprare 25 tablet da destinare a ospedali e case di cura, i ragazzi si sono impegnati molto e i risultati sono stati stupefacenti! La cittadinanza e tutto l’ambiente ospedaliero ci hanno ringraziato per questo bel servizio.

Martina VallosioGrazie ai nostri Padri Scolopi e a capi della Comunità Capi disponibili siamo riusciti a vivere ogni domenica la messa insieme mandata in streaming. Per Pasqua abbiamo preparato dei video girati da noi capi sul commento del Vangelo della domenica e per il venerdì Santo abbiamo collaborato con la Parrocchia alla realizzazione della Via Crucis e abbiamo vissuto un momento di veglia Rover insieme.

Siamo riusciti a organizzare una riunione per i genitori ed è stato un bel momento perché i genitori dei ragazzi hanno espresso le loro modalità di vita e c’è stato un bel momento di scambio e confronto.

È stato un momento molto difficile ma abbiamo cercato di dare continuità educativa al nostro ruolo di educatori, abbiamo chiamato i ragazzi con regolarità per non lasciarmi soli e grazie alle tecnologie abbiamo mantenuto un rapporto, seppur virtuale, con loro.

Speriamo che il poco che abbiamo fatto, possa essere stato tanto per i nostri ragazzi. (Chiara)

 

P. Luigi D'Altilia

 

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