Echi degli esercizi spirituali a Montanino

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Esercizi spirituali della Provincia italiana

con sosta nel viaggio di andata da Roma a Camaldoli

e in quello di ritorno da Camaldoli a Roma

montanino esercizi e riflessione

01 settembre 2020

ll P. Manolo tanto insistette che andassi con lui agli esercizi spirituali della Provincia italiana in località Montanino di Camaldoli dal 20 al 25 luglio scorso che ci riuscì. Ma ci voleva poco a convincermi: ero stanco e pensavo al riposo; ero stufo della vita urbana di Roma con i primi accenni della pesante calura estiva che pensai alla natura verdeggiante e fresca di Camaldoli; non poco contribuì il piacere di ritrovarmi assieme a tanti confratelli della Provincia italiana. Mi misi però a pensare anche agli esercizi spirituali fornendomi di qualche libro da mettere in borsa qualora la fornitura del predicatore fosse scontata o noiosa, come potrebbe accadere in circostanze simili.

            Dovendo andarvi con la macchina assieme al P. Manolo e qualchedun altro mi misi a guardare la cartina geografica non tanto per individuare la strada da fare quanto per scorgere luoghi nel transito di andata e ritorno meritevoli di una sosta non solo in trattoria. Ci riuscii molto bene anche perché ero solo a decidere e individuai per il viaggio di andata Montesavino in provincia di Arezzo e per il viaggio di ritorno Itieli, frazione collinare del comune di Narni. In ordine cronologico scriverò del perché di queste scelte.

Montesavino fu scelto perché mi è stato tanto a cuore il Professore Giulio Salvadori che nel 1862 nacque a Montesavino e nell’ottobre del 1928 mori a Roma. Lo conobbi negli anni 80 attraverso i suoi testi e fu il Cardinale Giovanni Colombo, Arcivescovo di Milano, di cui ero affascinato lettore ad accostarmi al Salvadori. Tra i suoi scritti lodava il Professor Giulio Salvadori da dire “le sue parole mi hanno segnato per tutta la vita” questo mi incuriosi a leggerlo anche se i testi non erano di facile reperibilità. Sempre il Cardinale Colombo scrive: ”la novità e l’opera di Giulio Salvadori consiste nel vedere nei secoli letterari e storici l’orma e la lode di Cristo, in quel modo che la madre amante nei figlioli che dormono nota le care sembianze dello sposo lontano. Di conseguenza nella scuola non faceva altro che svelare agli occhi inesperti e talora già offuscati, dei giovani quell’immagine di bellezza divina, che egli vedeva lucidamente”. Salvadori di famiglia cattolica ebbe una buona formazione cristiana, ma si allontanò nella tarda gioventù, divenne poi amico per gli interessi letterari di Gabriele D’Annunzio e negli anni della sua prima maturità fu vinto da un amore non lecito che riversava in modo passionale per una donna non libera, ma poi avvenne la sua conversione e taglia non solo gli affetti illeciti, ma anche quelli lecitissimi. Dopo diversi insegnamenti nei Licei italiani: Roma, Ascoli, Albano approdò chiamato dal Padre Gemelli alla Università Cattolica di Milano per coprire la cattedra di docente di letteratura italiana e teneva l’insegnamento assunto, cioè la missione di professore, come una responsabilità di cura d’anime per generare e sviluppare nelle coscienze la fede e pensava a se stesso come un pastore di giovinezze. Per Salvadori la letteratura era spiegata alla stregua della storia sacra. Gli autori erano visti e trattati come i prosecutori dei profeti e degli agiografi. Essi per diritto o per rovescio parlavano del Cristo o per adesione o per nostalgia. Ebbe somma cura il Salvadori di unire all’insegnamento cattedradico una innumerevole somma di modi concreti di aiutare il prossimo. Più tardi conobbi che le Suore Calasanziane ebbero la sua famiglia come grande Benefattrice delle loro opere. Il Salvadori aveva un fratello Canonico in Vaticano che permise il dono del Casale e del terreno dove tuttora le Suore sono presenti in Roma, Via Suor Celestina Donati. A Milano le Suore Calasanziane hanno un asilo fondato nel 1930 che è stato intitolato proprio a Giulio Salvadori. L’asilo inizialmente costruito per le figlie dei carcerati fu costantemente nei suoi inizi aiutato dalla beneficenza della Università Cattolica per omaggiare il Professore Giulio Salvadori anche dopo la sua morte. Egli tra le sue opere di beneficenza aveva prestato non poco soccorso per l’istruzione e la formazione dei figli dei carcerati. Il corpo del Salvadori riposa a Roma nella Chiesa dell’Ara Coeli e sono state raccolte le testimonianze per istruire il suo processo di canonizzazione. Con il P. Manolo riuscimmo a trovare il suo monumento a Montesavino e la casa che gli diede i Natali. Per me era un omaggio da rendergli, testimone solo la mia coscienza, per il bene ricevuto dai suoi scritti.

E adesso arriviamo agli esercizi a Montanino di Camaldoli. Il nitore del posto gestito dalle Paoline di Don Alberiore, chiamate Pie discepole, la bellezza naturale del luogo e la predisposizione dell’abitato fatto apposta per gli esercizi già introducevano in un clima di distacco dai luoghi operosi di tutti i giorni. Tutti davamo l’impressione di meritare un riposo e come sempre bisognosi di un tonico per lo spirito. Tutto riuscì bene. La preparazione sobria e puntuale della liturgia delle ore, la celebrazione eucaristica, le due meditazioni giornaliere, dettate dal P. Franco Mosconi, monaco camaldolese dal 1964 e presbitero. Specialista in patristica e monastica è stato Priore del Sacro eremo di Camaldoli e attualmente vive all’Eremo di San Giorgio sulla Rocca di Garda a Bardolino (Verona). Il predicatore fu una bella sorpresa, mi soddisfò e mi piaceva ascoltarlo. Non era un novatore: di quelli che si dilungano sulle ultime novità per interessare al suo dire. Si è fermato sulle cose essenziali della vita credente per noi religiosi e sacerdoti ed era facile raccogliere appunti per il suo eloquio calmo di concetti, ripetutamente ripresi in vesti diverse e sempre interessanti. Era proprio lo scriba sapiente del Vangelo che sa estrarre dal tesoro del Vangelo vetera et nova col supporto della Scrittura, della Tradizione, del Dogma e della condizione dell’uomo contemporaneo. Proprio tutti e quattro gli ingredienti fondamentali di un contenuto teologico. Ripeto un vero gusto nell’ascolto, anche se poi ognuno dovrà saper declinare nel proprio vissuto quanto meditato nelle successive lectio proposteci.

Due cose mi hanno colpito nel corso degli esercizi di Montanino di Camaldoli. L’età avanzata, ma non decadente dei confratelli, e il loro essere in pieno servizio tuttora: una bella testimonianza; una predica preziosissima di questi esercizi. Accolsi male quando sentii dire non ricordo dove durante gli esercizi che la Provincia è costituita per lo più da anziani, che c’è bisogno di forze giovani per le nostre opere; tutto vero ma chissà perché in quel momento il pensiero andò alle tre paia di scarpe che mi portai a Montanino: uno per il freddo, uno per il caldo e uno per le camminate. Queste ultime erano le più consumate, smussate, ridotte nella suola per i passi che hanno sostenuto; più di una volta ho pensato di buttarle, insomma scarpe vecchie ma sono quelle in cui il mio piede si trova così bene e cammina altrettanto bene tuttora. Mi scusino il paragone, ma Dio nella sua opera cammina così bene con i nostri anziani. Un’altra predica preziosissima degli esercizi è stata non solo la presenza di giovani sacerdoti e formandi, ma la loro significativa rappresentanza di tutti i continenti. La multiculturalità delle Scuole Pie è già presente con forze giovanili nella Provincia italiana e la reciproca accoglienza e integrazione è una benedizione. Si è avverato quanto scriveva nella Redemptoris Missio Giovanni Paolo II: siate generosi nel dare alle missioni i vostri confratelli Dio vi restituirà questi doni. Mi auguro solo che abbiano la dovuta formazione e non si lascino prendere personalmente dalla noncuranza per questo aspetto importante.

Non è mancato durante gli esercizi un momento contenuto e appartato in cui il Padre Provinciale ci ha informati della situazione della Provincia e di alcune novità in corso. Il tutto con franchezza, serenità e speranza.

Saluti, abbracci contenuti per il Covid e via di ritorno a Roma con sosta a Narni. Anzi precisamente non a Narni, ma alla Parrocchia di San Nicola di Bari in Itieli di Narni. Una parrocchia di alta collina che fa parte del comune e della forania di Narni.

Si sa che a Narni, feudo del Cardinale Giustiniani ci fu la seconda fondazione fatta dal Calasanzio nel 1618. La popolazione offrì le condizioni per riadattare l’edificio donato dal Cardinale Giustiniani a scuola e le condizioni per l’assistenza alla comunità. Il Calasanzio adattò l’edificio ristrutturandolo per la comunità religiosa e la scuola. Proprio nel 1618 ci fu una solenne inaugurazione delle scuole con duecento alunni come narrato dal Calasanzio stesso e il Casani fu primo Rettore e successivamente, Maestro di Novizi, perché divenne casa di Noviziato. Da allora fino al 1873 ci fu presenza di Padri e di scuola.

Narni ci è nota oggi innanzitutto perché lì il Calasanzio scrisse le Costituzioni dell’Ordine e tuttora è meta di pellegrinaggi quando giungono a Roma per corsi di formazione nostri studenti e Padri provenienti dall’intera geografia dell’Ordine. Nello scegliere Assisi come metà di un vicino pellegrinaggio Narni diventa tappa obbligata. Vi è tuttora L’edificio di quello che fu Chiesa, abitazione della comunità e scuola. Esso è adattato a Comune e a sito per turisti. E’ visibile anche un cortile interno che dovette fungere da orto ai tempi del Fondatore e dopo. Non vi è alcuna lapide o memoria della nostra presenza. Nella Cattedrale di Narni una sosta rimane sempre di obbligo anche se non riscontriamo in essa alcun ricordo del Calasanzio e questo spiace moltissimo. Mi auguro che per il prossimo quarto centenario della stesura delle Costituzioni (1621) fatte dal Calasanzio si possa con i dovuti contatti con l’autorità religiosa competente collocare un quadro nella antica cattedrale, oggi unificata in Diocesi di Terni - Narni - Amelia. Interessandomi presso la Diocesi se fossero custoditi quadri del Calasanzio ebbi la bella sorpresa di conoscere che nella vicina Parrocchia di San Nicola di Bari in Itieli di Narni è stato appena restaurato e collocato su un altare laterale un grande quadro di scuola umbra raffigurante il Vescovo San Giovenale, Patrono della antica Diocesi di Narni e il Calasanzio attorniato da bambini e tutti che ricevono l’apparizione della Vergine. Forse la scelta della Parrocchia di San Nicola di Bari in Itieli di Narni è dovuta al fatto che questo Santo è stato il Patrono della nostra scuola di Narni e nel giorno della sua festa non vi era scuola, ma una vacanza scolastica con l’appuntamento di una accademia organizzata con gli stessi alunni Riuscimmo a vedere il quadro e rimanemmo contenti di questa sosta squisitamente calasanziana. Mi fa piacere anche ricordare che tempo fa facendo una visita a Narni con la Comunità di San Pantaleo incontrammo provvidenzialmente un certo Signor Fortunato che ha fatto ricerche di arhivio sulla presenza degli Scolopi a Narni e ci parlo con molto entusiasmo dell’operato degli Scolopi inviandoci poi gli articoli che inserirono in una pubblicazione locale.

Ritornammo a Roma e tutta la calura estiva tipica di questa città ci accolse, ma questa volta eravamo ben ritemprati.

 

P. Ciro Guida

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