Patrocinio di san Giuseppe Calasanzio a Monte Mario

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Testo dell'omelia di p. MIguel Giráldez durante la messa solenne in onore di san Giuseppe Calasanzio il 27 novembre 2020 nella parrocchia di san Francesco d'Assisi a Monte Mario, Roma.

 

OMELIA nella festa del patrocinio di san GIUSEPPE CALASANZIO.

Cari confratelli scolopi, suore scolopie, amici, benvenuti tutti alla celebrazione dell’eucaristia della festa, la nostra festa.

SOLENNITA DEL CALASANZIO A MONTE MARIO 4Il Calasanzio è stato pioniere della scuola popolare, precursore della pedagogia moderna, uno dei protagonisti della transizione dal Rinascimento alla modernità, difensore dei fanciulli poveri ... Sono alcune delle frasi e delle caratteristiche che definiscono S. Giuseppe Calasanzio, che ha rotto schemi, ha imitato ed è stato ispirato dai grandi santi della Chiesa - come San Francesco d’Assisi e altri – e che il Papa Pio XII, nel 1948, ha dichiarato patrono delle scuole cristiane.

Lui è, “il Giobbe della legge della Grazia”, come aveva detto il Papa Benedetto XIV, e il fondamento di questo nome, lo ricorda un altro Papa, Benedetto XVI, nella sua lettera per il 450º anniversario della sua nascita, che dice riferendosi al Calasanzio:

“Il suo ardente desiderio di educare tutti i bambini con le sue scuole per i poveri, come pure il suo appoggio alle scoperte di Galileo, gli attirarono l'opposizione di molte persone e di non pochi rappresentanti della società civile ed ecclesiastica. Difronte a tali difficoltà e a ogni tipo di incomprensione mostrò sempre un'eroica ed esemplare pazienza”.

Contempliamo adesso, alla luce del vangelo di oggi, alcuni pilastri del suo essere come religioso, sacerdote ed educatore:

Primo: Educazione, istruzione e amore. Per il Calasanzio l’educazione era, insieme con l'amore di Dio e l’amore per i bambini poveri, uno dei grandi amori della sua vita, uno dei suoi pilastri.

Due: “Lettere e spirito” come dice in alcune delle sue lettere. Vediamo un esempio:

Nel 1625 scrive: “Al Padre Bernardino [Niella] che procuri con ogni diligenza il profitto degli scolari nelle lettere et nello spirito che ne sentirà presto la rimunerazione del centuplo”. 

Questo, Lettere e spirito, è stato il primo emblema dell’opera calasanziana, che è stato consolidato nelle sue Costituzioni come "Pietà e Lettere" ora aggiornato nella frase "Fede e cultura". Le caratteristiche essenziali del suo servizio e del carisma calasanziano rispetto all’educazione sono l'istituzione della gratuità per tutti, la preferenza per i bambini poveri, l’educazione preventiva, la divisione in diversi gradi e livelli educativi, secondo età e conoscenza, una seria indagine scientifica, aperta, rigorosa, globale e interdisciplinare, la necessità dell’istruzione, il preparare a servire per tutta la vita, un metodo d’insegnamento breve, semplice ed efficace utilizzando un piano formativo personale comune a tutte le scuole.

Però, il fondamento di tutto, è la costante presenza della dimensione di evangelizzazione nel Processo Educativo. Così, il Ministero dell'educazione è un ministero per evangelizzare, il quale – con parole dello stesso Calasanzio - "è il più vantaggioso, utile, necessario e naturale di tutti” e niente diede al Calasanzio gioia maggiore "che conoscere gli studenti e le sue realizzazioni”.

Tre: L’amore che è il pilastro più importante:

Formato alla scuola dei grandi santi e dei maestri spirituali spagnoli come S. Giovanni della Croce, Santa Teresa di Gesù e altri, in Italia è testimone eccezionale d’amore, San Giuseppe Calasanzio, canonizzato da Papa Clemente XIII nel 1767, ha affermato che la perfezione religiosa "non è nel merito, nell’essere sacerdote, confessore o predicatore, ma nell’amare Dio". E dice anche: “Non si trova la perfezione maggiore, nel merito di essere sacerdote, confessore o predicatore, ma è in amare Dio et far con maggior fervore quello che li commanda l’obedienza solo per amor di Dio; et questo tanto lo può fare un semplice che non sa leggere quanto un grande dottore”.

E il suo amore è stato tradotto e materializzato nel campo dell'educazione. Lui, “Nato per educare”, ha fatto dell’educazione il suo amore e il suo servizio. Un servizio di amore che ancora oggi non è solo degli scolopi, ma di tutta la famiglia calasanziana.

Dobbiamo dare grazie a Dio per la sua persona e per il suo carisma e ministero, doni di Dio a lui e per mezzo di lui a noi e a tutto il popolo di Dio.

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