XLVIII Capitolo Generale - giorno 06

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 frontespizio 06

 

 Sono le 7.10, in Italia le 14.10. Ho ascoltato la radio e ho sentito le notizie che riguardano l'elezione del Presidente della Repubblica. La partita a poker (questa è l'impressione) continua.

Vi racconto della giornata di ieri, martedì 25 gennaio, festa della conversione di san Paolo. Come di consueto ci siamo riuniti in chiesa per celebrare la s. Messa e recitare le lodi. Presiede la Congregazione Generale (ogni giorno si alternano, alla presidenza delle liturgie, i religiosi rappresentanti delle diverse Demarcazioni). Da dopodomani, giovedì 27, una volta terminate le sessioni di elezione del Generale e dei suoi Assistenti, la Congregazione avrà un altro volto.
MATTINA
8.30: colazione. Me gusta mucho. La sala da pranzo è il luogo più bello della casa. Non pensate male: non dico questo perché penso solo al cibo; lo dico perché è l'ambiente più CALDO di tutto il complesso. Una parete tutta a vetrata, infatti, lascia entrare i raggi del sole, che intiepidiscono l'aria e danno una luce che mette allegria. Anche l'arredamento, dove prevale il legno, contribuisce a offrire una sensazione di tepore. Morale della favola: non me ne andrei mai. E non capisco perché non si lavori qui, durante la giornata, oppure all'aperto. Ieri, nel pomeriggio, quasi non si riusciva a stare sotto il sole. Ci saranno stati 26-28 gradi: l'altitudine rende l'esposizione ai raggi, se prolungata, una piccola tortura. Dovevo portarmi la crema solare: avrei lasciato gli altri a lavorare in aula e mi sarei piazzato sull'erba a cucinare a fuoco lento messicano. T
Devo riferirvi a riguardo del cibo. Abbiate pazienza, ma un excursus ci vuole.
Vado per voti: da 1 a 10.
Frutta: voto 10. Mamma mia, che buona. E che varietà! Mango, Papaya, ananas, mele, pere, prugne, arance, fragole, fichi, uva, frutti di bosco... Ogni mattina, a colazione, viene presentato un piattino con frutta tagliata e ben disposta: un piacere per l'occhio  e per il palato. Accompagna anche gli altri pasti e perfino le pause (vedi il "tiro dello spiedino al fico nero lanciato per aria", sport di nuova ideazione - mia - e praticato da tutti; per ora sono il n. 1, ma il perfido ungherese che ci ha già soffiato la ballerina è temibile anche quanto a mira......... Sto scherzando!). Ho scoperto, tra l'altro, un nuovo frutto: il MAMEY. A voi andare a curiosare e vedere di che si tratta. Sappiate che è buonissimo.
Succhi di frutta: voto 10. Anche stamattina, insieme con il piattino di frutta tagliata, ci attendeva un bicchiere di succo. E non di produzione industriale. Mango, ananas, arancia, pompelmo rosa... Per quest'ultimo, com vi ho già raccontato, ho perso la testa: mi piace così tanto che vado a svuotare i bicchieri dei confratelli. E pazienza il Covid! Ormai mi conoscono e nascondono i loro bicchieri negli zaini o sotto i tavoli. Sergio, ti sto facendo fare una PESSIMA FIGURA.
Verdure: voto 9. Grande dispiegamento di verdure, cotte prevalentemente al vapore e poste a contorno della pietanza offerta sia a pranzo che a cena. Broccoli verdissimi, fagiolini, funghi prataioli, pomodori, carote a disco, spinaci, cipollotti interi, taccole (do you know? Sapete cosa sono le taccole? Io ho scoperto al mercato cosa fossero e ho imparato ad apprezzarle: sono come i baccelli dei piselli, lunghe un dito e con dei micro-legumi all'interno. Si mangiano così, tutte intere. In qualità di massaia posso dirvi che si trovano nelle vetrine frigorifere dei surgelati presso l'Esselunga.
Do 9 e non 10 perché sono stato uno stordito. La prima volta che sono stati presentati i cipollotti, cotti e mescolati con i fagiolini, li ho scambiati per piccoli finocchi. Davvero: bianchi e tondi com'erano e con un mozzicone di gambo verde, parevano davvero dei finocchi. Solo che io sono una mezza cartuccia che gira alla larga dalla cipolla, non riuscendo a digerirla. Li ho mangiati per educazione, ma gliel'ho giurata.
Insalate: voto 9. Ci vengono servite in confezioni di plastica, che ritiriamo al bancone del self-service (sì, c'è servizio a tavola, ma che si presta per mescere le bevande e per ritirare i piatti, Per il resto tocca a noi alzarci e servirci). Dagli addetti vengono condite al momento, con una "vinaigrette" al miele o simili e con olio, su richiesta. Buone. E perfettamente pulite, per fortuna, a scanso di rischi da VdM (Vendetta di Moctezuma): foglie di insalata variopinta, spinaci, funghi champignons, ananas, mirtilli, noci. Tanta fantasia.
Zuppe: voto 9.5. Le zuppe fanno da entrée sia a pranzo che a cena. Squisite. Si tratta di passati molto fini di verdura oppure di minestroni delicati. Il personale di servizio ha imparato in fretta ad avvicinarsi al sottoscritto per il bis. Sì, ne sono goloso. Ma mi aiutano anche a scaldarmi. I confratelli stranieri mi guardano perplessi, aspettando che faccia delle piazzate clamorose perché non si passa la pasta: ma io sono una mezza cartuccia, ormai lo sapete; e non disdegno queste belle preparazioni. Anzi, li ho provocati. Un paio di giorni fa servivano, a mò di piatto unico, delle spesse tagliatelle condite con qualcosa che assomigliava al pesto. Tutti ne hanno prese a carriolate tranne il sottoscritto, che ha rinunciato con gesto sdegnoso. Sono stato di uno snobismo insopportabile!
Il piatto unico: voto 8.5. Ecco, una volta al self-service, per comporre la pietanza e il contorno in un unico piatto, ci si avvicina finalmente alla cucina messicana. Prevalgono il riso bianco, le carni di pollo e di manzo, cucinate con spezie non meglio individuate, e immerse in intingoli interessanti; il pesce (filetti di platessa o di salmone, gamberi, merluzzo); ogni tanto della pasta o altre preparazioni. Ci hanno servito anche i tacos e altre specialità regionali. Il "piccante" (salsine color mattone o fettine di cipolla che sfuma sul color fucsia e che ha un'aria molto pericolosa) viene presentato a parte. Quello è per i veri uomini. E io non lo sono. Comunque ho visto gente tirare su col naso, tossire e perfino piangere. Non si capisce niente: sono i sintomi del covid o l'effetto del chili?
I Dolci: voto 9.5. Torta alle tre qualità di latte. Budino di riso, budino al cioccolato, torta di mele, biscotti di diversi gusti (grandiosi quelli alla cannella): quanto a dolci, ci vengono proposti degli assaggi che, finora, non hanno mai deluso. Anzi: il gusto la fa da padrone ed è un vero piacere scoprire nuovi sapori.
Le bevande: voto 9. Non c'è acqua in tavola. In realtà ci sono bottigliette d'acqua naturale e lattine d'acqua frizzante a disposizione per tutto l'arco della giornata, oltre che tetrapack di succhi vari e lattine di coca o di succo di mela. Ma l'uso di qui è quello di servire in tavola delle bevande delicate, a base di frutta o di agrumi, che hanno il pregio di lavare la bocca. A riguardo degli alcoolici ci vengono offerti vino bianco e rosso (non posso pronunciarmi, perché di inqualificabile ignoranza: ma mi sembrano di buona qualità) e lattine di birra (se ne beve, se ne beve...). Come vi ho già raccontato girano anche tequila e mezcal (mi hanno detto di cercare il verme immerso e giacente in fondo alla bottiglia: pare che sia segno inequivocabile di buona qualità), che vengono fatti passare, di sera, alla fine della cena, presso il bancone-bar. A tavola, inoltre, come nel corso dei break, vengono serviti il caffè americano  o l'acqua calda per tè o tisane. All'interno del complesso vi sono anche dei distributori automatici di caffè. Mah, per il caffè desidero esprimere un voto a parte: 1. E non si discute.
Frutta secca: voto 10. Presso il buffet predisposto per i break sono a disposizione dei sacchettini di arachidi, anacardi, nocciole, mandorle, uva passa, pistacchi e altri snacks (come patatine e altro ancora). Ci sono anche snacks piccanti. E' in atto fin dai primi giorni la caccia al pistacchio. E con ragione. Ecco, anche per quanto riguarda gli approvvigionamenti di pistacchi ti sto facendo fare una bruttissima figura, caro Sergio grande capo.
Buffet: voto 9. Ormai sapete. Salumi (crudo, salame, salame piccante), tocchetti di formaggi vari, frutta, snacks, bevande calde e fredde. 
Una prigione dorata, non c'è che dire.
Servizio: voto 10. Io ho preso in simpatia un signore di una certa età, che vigila sul nostro tavolo e che si rende sempre disponibile. Gli altri sono giovanotti altrettanto veloci ed efficienti.
Chef: voto 9.9. Non posso dare 10 perché ci sono sempre margini di miglioramento. Si tratta di una signora di mezz'età, fisionomia europea, capelli brizzolati e di taglio elegante. Ancor più elegante la sua divisa: giacca nera con colletto coreano, bottoni sul fianco. Volteggia tra i tavoli e si presta volentieri a servire, mentre capta l'indice di gradimento. Da perfetto italiano-cascamorto la sto già corteggiando - un po' in italiano e un po' in inglese -, ovviamente in maniera del tutto disinteressata. I miei commenti ("mamma mia!") ai suoi piatti hanno fatto breccia. 
Torno a fare la persona seria.
Mattina, dunque. Abbiamo lavorato per commissioni, definite in base alle circoscrizioni di appartenenza (Europa, America, Africa, Asia). Il lavoro in piccoli gruppi è la cifra dei nostri Capitoli: in pochi si ragiona meglio ed è dato modo a tutti di intervenire. Le conclusioni, raccolte da un segretario, vengono poi condivise in assemblea. Di che abbiamo discusso? In realtà ci siamo espressi sulle relazioni redatte dalla Congregazione generale ed esposte in assemblea plenaria.
POMERIGGIO
Ripresa dei lavori alle 15.30, dopo la siesta (voto: 10.5. Grande invenzione di civiltà). In realtà per me e per i miei confratelli Stefano e Martin "zero" siesta perché siamo ancora scombussolati a causa del fuso orario. Mi impegnerò. Le ore pomeridiano sono trascorse tra sessioni in assemblea - per la condivisione e per altre relazioni - e brevi break, fino ai vespri delle ore 20. Non si è trattato di un lavoro noioso, al contrario: vengono descritte le opere che i nostri padri sostengono in giro per il mondo e questo, per me, è occasione per imparare, ammirare e fare un tifo sfegatato per un ideale che, ancora dopo 450 anni, convince uomini, li fa innamorare e li rende coraggiosi e operosi.
Bello, proprio bello. Grande il nostro SGC! (san Giuseppe Calasanzio).
Grazie per la vostra paziente lettura. Vedo sul quadrante dell'orologio che in Italia sono le 19: buona cena! 
Spero che vi sia montato un certo languorino.
A domani.
Hasta luego.
 
 

Pubblicato in XLVIII CAPITOLO

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